La
giornata sembra uguale a tutte le altre, solito risveglio comatoso, colazione
fatta a grossi morsi e via. C’è da portare i figli a scuola, organizzare le
cose da fare. Una giornata come le altre.
Mi
sento pure particolarmente sereno: le elezioni si sono fatte, è partita la
commissione mensa che sta monitorando la qualità del cibo (i risultati fino ad
ora lasciano ben sperare!!), la dirigente, gli insegnanti ed anche l’Ufficio
Scuola del Comune sono tutti solidali e pronti a darci una mano. Insomma sembra
che tutti i pezzi cominciano ad andare al proprio posto. La rete creata sembra
funzionare. Ci si può anche RILASSARE!
E
poi in questi giorni il cielo è sereno, l’aria è tersa, c’è un aria di
primavera. Quasi quasi faccio una bella passeggiata.
Ma
avrei dovuto capirlo! C’era nell’aria quel senso di sospensione, di calma
apparente che stranisce. Ma che cosa sta accadendo lo capisci solo dopo. Si perché,
che il mondo attorno cominci a funzionare è solo un mio desiderio. La primavera intanto tarda
ad arrivare. Delle mamme fuori scuola attirano la mia attenzione, sventolando
una busta con dentro un panino. Il panino non era solo, ma in compagnia di un
esserino piccolo e scuro: un verme. Ecco, penso, anche la mattinata del 23
Novembre è saltata.
Saliamo
dalla Dirigente scolastica mostrandole il panino. Dopo l’inevitabile
espressione di disgusto, la preside si attiva immediatamente: contatta la ditta
fornitrice e l’ufficio scuola. Dieci minuti dopo siamo dentro l’ufficio del
Comune. La notizia era già arrivata: sapevano tutto, avevano appena parlato con
la dirigente scolastica. Gli abbiamo mostrato il panino (nel farlo ci siamo
resi conto che il vermetto incriminato, ci aveva lasciato, passando a miglior
vita): sono stati tutti d’accordo che la cosa andava denunciata, per la sua gravità.
E
allora via, alla tenenza dei Carabinieri. Li l’attesa è stata più lunga e la
conversazione è diventata surreale.
C’erano
delle persone prima di noi che aspettavano. Si sono interessati, hanno fatto
domande, hanno voluto vedere il panino col verme. Insomma alla fine dei
discorsi fatti una signora ha sentenziato:
“il problema non è questo vermetto, il vero
problema sono i VERMI che stanno dietro”.
Molti
genitori stanno pensando di portare il cibo da casa. Nessuna legge parla di
divieti: le ditte di ristorazione devono applicare le norme europee, ma nessuno
ha il diritto di controllare cosa mettono mamma e papà nella pietanziera.
Però portare il cibo da casa è
una sconfitta per tutti, non una vittoria di qualcuno


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